Prendere il guinzaglio, assicurarci che il nostro cane sia al sicuro e uscire insieme in passeggiata: quante volte abbiamo ripetuto questi gesti, senza pensarci, quasi automaticamente?

Per quanto possa suonare incredibile, pare che quest’abitudine di legare a sé i propri amici a quattro zampe affondi le radici… addirittura nella preistoria!

Sono state scoperte, infatti, delle antichissime rappresentazioni di caccia con cani al guinzaglio risalenti addirittura all’8000 a.C.

Ma andiamo per ordine.

Un’antica amicizia

Cani al guinzaglio in una pittura rupestre del Neolitico

Quella tra cani e uomini è un’amicizia davvero millenaria: qualche tempo fa è addirittura emersa una sepoltura mista risalente ad oltre 14mila anni fa e gli scienziati sono concordi nell’affermare che le prime tracce della convivenza tra gli esseri umani e i quattro zampe risalgano ad almeno 32 mila anni fa. E, molto probabilmente, non si trattava di un semplice legame nato per convenienza (per ottenere un valido aiuto per la caccia, ad esempio), ma di qualcosa di autentico, di affettivo, come si evince dai resti di questi animali che parlano di cure e attenzioni ricevute durante tutto il corso della loro vita.

Il primo “guinzaglio” in un’antichissima pittura rupestre

La notizia è piuttosto recente ed è apparsa anche su Focus: a parlarne la prima volta è stato il Journal of Anthropological Archaeology in un articolo del 2017 in cui si accenna a popolazioni di cani (anzi, più precisamente di alcuni loro antenati molto somiglianti all’antica razza mediorientale del Canaan Dog) conviventi con l’uomo già prima del Neolitico ed impegnate in contesti di caccia attraverso strategie e, appunto, strumenti di addomesticazione paragonabili agli odierni guinzagli.

Le incisioni sono state scoperte su una roccia del Deserto Arabico (nei siti archeologici di Shuwaymis e Jubbah), lungo il corso di un fiume scomparso. In effetti, nonostante oggi si tratti di una zona particolarmente arida, migliaia di anni fa doveva mostrare un aspetto completamente diverso poiché, a quei tempi, le piogge stagionali erano molto abbondanti, tanto da dare vita a fiumi e laghi temporanei. Ed è proprio da questi elementi che gli archeologi hanno fornito una stima della datazione di queste pitture rupestri che dovrebbe aggirarsi intorno ai 10mila anni fa (più o meno, all’8mila a.C.): in tal caso, sarebbero le più antiche rappresentazioni di uomini che cacciano insieme ai cani.

Una testimonianza simile, infatti, era stata riscontrata in Egitto e datata a circa 5500 anni fa.

Le scene rappresentate

Gli studiosi sono al lavoro sui pannelli di roccia individuati e sono state isolate già migliaia di immagini di animali ed uomini, incluse oltre un centinaio di scene di caccia molto esplicite ed ambientate in tutte le stagioni dell’anno: questi cani di taglia media, con code arricciate, musi corti e orecchie dritte sono ritratti nell’atto di azzannare gazzelle e fronteggiare asini selvatici e appaiono legati a un uomo dotato di arco e frecce: l’antenato del guinzaglio sarebbe, molto probabilmente, da identificare con un laccio o una corda che aveva, appunto, lo stesso scopo odierno.

È stato anche ipotizzato che il guinzaglio permettesse agli uomini di tenere le mani libere per portare con sé armi e strumenti, riuscendo contemporaneamente a trattenere i quattro zampe al proprio fianco. La scena più iconica dell’intero sito, infatti, raffigura un cacciatore armato di arco, quasi nell’atto di scagliare una freccia, accompagnato da ben tredici cani al guinzaglio.

Un lavoro durato tre anni

Il merito di questa scoperta è da attribuire all’incredibile lavoro portato avanti, per ben tre anni, da un gruppo di archeologi del Max Planck Institute for the Science of Human History (Jena, Germania) in collaborazione con la Saudi Commission for Tourism and National Heritage, la commissione saudita che si occupa di turismo e beni culturali.

Un rinvenimento che suggerisce, oltretutto, che l’uomo potrebbe aver imparato ad addestrare i cani migliaia di anni prima rispetto a quanto hanno, fino ad oggi, ipotizzato gli studiosi.